Ventunesimo giorno (9 agosto)

 

PREPARAZIONE ALLA CONSACRAZIONE

A SAN GIUSEPPE


Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Pater, Ave, Gloria

A te, o beato Giuseppe

MEDITAZIONE (sul testo proposto giorno per giorno)

Impegno missionario e Fioretto della giornata (indicati alla fine della meditazione)

Preghiera biblica o tradizionale (riportata in calce alla meditazione)

Litanie a san Giuseppe

  

Ventunesimo giorno: lo spirito di povertà

Nel corso della Sua vita, san Giuseppe dovette sperimentare, per disposizione della Provvidenza, continui distacchi: dai luoghi, prima del radicamento a Nazareth; dalla famiglia di origine, dopo l’abbandono di Betlemme; dai beni e dalle sicurezze, durante l’esilio in Egitto. Ognuna di queste esperienze, anziché destabilizzarlo interiormente, non fece altro che accrescere in Lui il distacco interiore e il radicamento in Dio solo. Nella penuria e nella prosperità, nella tranquillità e nell’incertezza, nella lotta e nella pace, il Suo cuore restò sempre fisso sulla Roccia d’Israele.

Chi vive piantato sull’unica vera sicurezza non teme alcuna perdita né cambiamento, se non in funzione dei progetti divini. Egli rimette ogni sua necessità alle preveggenti cure dell’Onnipotente: «Getta sul Signore il tuo affanno ed egli ti sosterrà; mai permetterà che il giusto vacilli» (Sal 54 [55], 23). In tal modo diventa col tempo capace di adattarsi a qualunque circostanza, senza darsi pena eccessiva dei disagi e degli inconvenienti che gli si presentano. Con cuore ilare e sereno accoglie finanche gli imprevisti e le avversità come mezzi concessigli per il suo perfezionamento.

Lo spirito di povertà fa vivere il cristiano nella pace e nella gratitudine. A mano a mano che cresce, tuttavia, gli si manifesta altresì come la via privilegiata per dimostrare il suo amore a Colui che, pur essendo ricco, si fece povero per lui al fine di renderlo ricco per mezzo della Sua povertà (cf. 2 Cor 8, 9). Il desiderio di corrispondere all’impagabile tenerezza del Salvatore gli rende addirittura dolci le privazioni e le fatiche, fino a farne nascere in lui una sorta di sete. Chiedi a san Giuseppe la grazia di poter penetrare in questo singolare privilegio dei prediletti.

 

IMPEGNO MISSIONARIO: testimonierò la gioia e la serenità di contare su Dio solo in ogni circostanza, anche nelle più delicate.

FIORETTO: sopporto volentieri e con gratitudine un piccolo incomodo non previsto né voluto.


È bello dar lode al Signore
e cantare al tuo nome, o Altissimo,
annunziare al mattino il tuo amore,
la tua fedeltà lungo la notte,
sull’arpa a dieci corde e sulla lira,
con canti sulla cetra.
Poiché mi rallegri, Signore, con le tue meraviglie,
esulto per l’opera delle tue mani.
Il giusto fiorirà come palma,
crescerà come cedro del Libano;
piantati nella casa del Signore,
fioriranno negli atri del nostro Dio.
Nella vecchiaia daranno ancora frutti,
saranno vegeti e rigogliosi,
per annunziare quanto è retto il Signore:
mia roccia, in lui non c’è ingiustizia.

(Sal 91 [92], 2-5.13-16)


PROSSIMA CONSACRAZIONE A SAN GIUSEPPE: MERCOLED Ì  8 DICEMBRE 2021 Inizio del percorso di preparazione: venerdì 5 novembre 2021 SOLENNE NOVE...