Diciannovesimo giorno (7 agosto)

 

PREPARAZIONE ALLA CONSACRAZIONE

A SAN GIUSEPPE


Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Pater, Ave, Gloria

A te, o beato Giuseppe

MEDITAZIONE (sul testo proposto giorno per giorno)

Impegno missionario e Fioretto della giornata (indicati alla fine della meditazione)

Preghiera biblica o tradizionale (riportata in calce alla meditazione)

Litanie a san Giuseppe

 

Diciannovesimo giorno: l’umiltà

L’umiltà è la virtù che conserva tutte le altre, impedendo alla superbia di guastarle, ed è altresì la condizione per lo sviluppo della carità. Come giusta conoscenza di sé, infatti, essa fa attribuire a Dio l’origine di ogni bene posseduto e riconoscere fino a che punto si sia debitori nei confronti della Sua generosità e misericordia, spingendo così, da un lato, ad amare Lui con grata compunzione e, dall’altro, a vedere nel prossimo l’oggetto della medesima grazia.

L’umile, evitando atteggiamenti affettati o di maniera, dà sinceramente la precedenza al legittimo interesse degli altri, sapendo che ai suoi bisogni provvede il Signore, sia pure con la sua collaborazione. Egli, aborrendo di mettersi in evidenza se non per necessità, preferisce alla notorietà un raccolto nascondimento, nel quale si sente al sicuro nelle mani del Creatore. A Lui riporta costantemente ogni lode, stornandola da sé come una causa di disagio quasi fosse un torto arrecato alla gloria divina, mentre sopporta con intima pace ingiurie e vessazioni, purché non ledano l’onore di Dio.

San Giuseppe, proprio a motivo della Sua profondissima umiltà, fu elevato alla più alta dignità possibile dopo quella del Verbo incarnato e quella della Sua santissima Madre, eppure si mantenne per tutta la vita in un riserbo così discreto che la straordinarietà della condizione concessagli passò del tutto inosservata. Ora, però, essa risplende non solo nel cielo, ma anche sulla terra; non soltanto in ogni epoca, ma pure per l’eternità. Impara da Lui a ricercare la gloria che viene da Dio solo, disprezzando quella vana del mondo e accettando le umiliazioni come un salutare esercizio.

 

IMPEGNO MISSIONARIO: quando ne avrò l’occasione, parlerò a chi è lontano dalla fede dei vantaggi dell’umiltà per trovare la via verso Dio.

FIORETTO: accetto un parola o un gesto umiliante come un mezzo per perfezionarmi nell’imitazione di Gesù sofferente.

 

Signore, non si inorgoglisce il mio cuore
e non si leva con superbia il mio sguardo;
non vado in cerca di cose grandi,
superiori alle mie forze.
Io sono tranquillo e sereno
come bimbo svezzato in braccio a sua madre,
come un bimbo svezzato è l’anima mia.
Speri Israele nel Signore,
ora e sempre.

(Sal 130 [131], 1-3)

 

PROSSIMA CONSACRAZIONE A SAN GIUSEPPE: MERCOLED Ì  8 DICEMBRE 2021 Inizio del percorso di preparazione: venerdì 5 novembre 2021 SOLENNE NOVE...