Ventiquattresimo giorno

 

PREPARAZIONE ALLA CONSACRAZIONE

A SAN GIUSEPPE


Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Pater, Ave, Gloria

A te, o beato Giuseppe

MEDITAZIONE (sul testo proposto giorno per giorno)

Impegno missionario e Fioretto della giornata (indicati alla fine della meditazione)

Preghiera biblica o tradizionale (riportata in calce alla meditazione)

Litanie a san Giuseppe

  

Ventiquattresimo giorno: la misericordia e il perdono

La vera misericordia non ha nulla a che vedere con una comoda indulgenza, una complice acquiescenza o una paternalistica commiserazione; essa nasce invece dalla considerazione delle colpe altrui in una luce soprannaturale, sub specie aeternitatis. L’occhio della carità vede il peccatore esposto non soltanto a severi castighi nella vita presente, ma anche e soprattutto alla dannazione eterna. Chi ti fa un torto, per grave che sia, arreca a se stesso un danno ben peggiore; se si rendesse conto di ciò, se ne guarderebbe bene. Ammesso che gli sia concessa la grazia della penitenza finale, infatti, dovrà scontare ogni cosa nel Purgatorio, le cui pene sono durissime.

Il cristiano può dunque perdonare sempre perché rimette il giudizio a Dio, senza usurparne i diritti: «Non fatevi giustizia da voi stessi, carissimi, ma lasciate fare all’ira divina. Sta scritto infatti: “A me la vendetta! Sono io che ricambierò, dice il Signore”» (Rm 12, 19; cf. Dt 32, 35). Desiderando il bene di ogni suo simile, egli va tuttavia più lontano e prega perché la giusta punizione serva al ravvedimento dei suoi nemici, così che evitino di incorrere nella definitiva perdizione.

San Giuseppe, come tutti gli eletti di Dio, santi e amati, vestiva viscere di misericordia (cf. Col 3, 12), gemendo interiormente nell’osservare come i Suoi conterranei, con la loro durezza di cuore, si esponevano al fuoco della Geenna. Consapevole che la chiusura alla grazia divina è la peggiore delle disgrazie, intercedeva per i peccatori offrendo le proprie sofferenze e fatiche. Ringrazia il Signore dal profondo del cuore per coloro che han fatto questo per te e ricambia facendo lo stesso per altri che ne abbiano bisogno.

 

IMPEGNO MISSIONARIO: quando ne avrò l’occasione, parlerò del giudizio cui va incontro l’anima al momento della morte.

FIORETTO: perdono di cuore un torto o un’offesa per la salvezza dell’anima di chi me li ha inflitti.

 

Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro.
Non giudicate e non sarete giudicati;
non condannate e non sarete condannati;
perdonate e vi sarà perdonato;
date e vi sarà dato: una buona misura,
pigiata, scossa e traboccante,
vi sarà versata nel grembo,
perché con la misura con cui misurate
sarà misurato a voi in cambio.
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto;
a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più.

(Lc 6, 36-38; 12, 48)


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